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Si occupa delle patologie respiratorie quali la broncopneumopatia ostruttiva (BPCO), asma bronchiale, infezioni respiratorie, malattie dell’interstizio, tumori polmonari , malattie indotte dal fumo e dolori a partenza dalla pleura (pleuriti), insufficienze respiratorie non meglio definite.

Vengono eseguite visite specialistiche, esami radiologici convenzionali, ed indagini di fisiopatologia respiratoria.

Percorso di Riabilitazione Respiratoria

 

La riabilitazione respiratoria è indicata per pazienti che presentano difficoltà respiratorie, per il trattamento di patologie broncopolmonari ostruttive/restrittive (enfisema, polmoniti, bronchiti croniche, fibrosi cistica, BPCO), o presentano disfunzioni su base neurovegetativa.

Il percorso è in parte sovvenzionato dal SSN.

La riabilitazione respiratoria è adatta anche a pazienti COVID-19 guariti.

Durante il percorso riabilitativo si utilizzano una serie di esercizi del tronco e degli arti, posture in estensione, posizioni che facilitano l’atto respiratorio, fluidificazione dell’espettorato ed espettorazione, posture drenanti volti a facilitare il lavoro respiratorio.

La scelta degli esercizi da eseguire viene fatta sulla base dei dati che si ottengono dall’esame obiettivo e sulla patologia respiratoria del paziente.

Si effettuano screening per la diagnosi di OSAS.

 

Russamento, sonnolenza diurna, perdita di attenzione, ridotta concentrazione e sensazione di stanchezza sono tra i principali sintomi di un disturbo che viene spesso sottovalutato:

la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS).

 

L’OSAS ha diversi sintomi quali:

  • forte russamento intermittente, perché interrotto dalle apnee, solitamente riferito dal partner,
  • sonno notturno frammentato,
  • cefalea al risveglio,
  • bocca asciutta al risveglio e sensazione di gola irritata,
  • eccessiva sonnolenza diurna,
  • ridotta capacità di memoria e di concentrazione,
  • ipertensione arteriosa,
  • riduzione della libido.

Più severa è la condizione maggiore è l’entità della sonnolenza. Uno dei maggiori rischi delle apnee notturne è che la sonnolenza, o il sonno involontario, accadano durante un’attività che richiede molta attenzione o potenzialmente pericolosa, ad esempio mentre si guida un veicolo.

Altre conseguenze delle apnee notturne riguardano, invece, le sfere sociale e lavorativa, che possono essere moderatamente o seriamente compromesse dalla mancanza di attenzione nelle attività quotidiane che ne può derivare; una vita sessuale poco soddisfacente, disfunzioni erettili e riduzione della libido. Secondo i ricercatori è la stanchezza diurna, che la persona sperimenta dopo una notte di apnea, a determinare il calo della libido e la diminuzione dell’attività sessuale. La vita di coppia spesso risente di questo problema: non sono infrequenti le coppie che vivono con disagio le apnee notturne, e che adottano come soluzione quella del cambio di camera di uno dei due partner.

Dott. Schiraldi Claudio